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Maurice Cereghini, la Medaglia d’Oro che non ti aspetti: quando il vero successo non si misura in denaro

30 set
Tempo di lettura: 5 min

Un riconoscimento internazionale, una storia lunga più di trent’anni e una domanda che riguarda tutti noi: che cosa resta davvero di una persona, quando smette di contare quanto ha ottenuto e comincia a contare quanto ha dato?


Maurice Cereghini riceve la Medaglia d’Oro OHMP: una storia di impegno, crescita personale, ascolto e umanità che va oltre il semplice riconoscimento.

Ci sono medaglie che si appendono al muro.

E poi ci sono quelle che, almeno idealmente, arrivano dopo una vita trascorsa ad ascoltare, accompagnare, studiare, cercare risposte e soprattutto esserci.


Nell’estate 2026, Maurice Cereghini, anche indicato come Ambasciatore OIRD e Osservatore ONU, ha ricevuto la Medaglia d’Oro e il Diplôme d’Honneur dell’Œuvre Humanitaire – Mérite Philanthropique (OHMP), riconoscimento attribuito nell’ambito delle attività dell’organizzazione a persone che si distinguono per il proprio impegno umanitario, filantropico e sociale.

E qui la storia diventa interessante.

Perché dietro una medaglia c'è sempre una domanda molto più grande della medaglia stessa.


Che cosa abbiamo fatto, concretamente, con il tempo che ci è stato dato?


Trent’anni alla ricerca di una cosa che sembra semplice. Ma non lo è affatto.

Stare bene.

Due parole apparentemente banali.

Talmente banali che spesso ce ne dimentichiamo.

Nel mondo contemporaneo possiamo avere accesso a informazioni praticamente infinite, possiamo comunicare in pochi secondi con persone dall’altra parte del pianeta e possiamo sapere cosa accade a migliaia di chilometri da noi.

Eppure rimane una delle imprese più difficili:

stare bene con noi stessi.


È proprio attorno a questo tema che, da oltre tre decenni, si è sviluppato il percorso professionale e umano di Maurice Cereghini nel campo del counseling energetico e della crescita personale.


Attraverso il Maurice Cereghini Institute, con attività tra Italia e Svizzera, il suo lavoro si è orientato verso percorsi di ascolto, accompagnamento, formazione e sviluppo del potenziale umano, mettendo in dialogo differenti approcci alla persona e alla relazione.

Il motto dell’Istituto riassume questa filosofia in poche parole:


“Star bene con se stessi, star bene con il mondo.”


Sembra semplice.

Forse troppo.

Perché, se ci pensiamo bene, le due cose sono profondamente collegate.


La crescita personale non è diventare qualcun altro

C'è un equivoco curioso intorno alla crescita personale.

A volte sembra quasi una gara.

Devi migliorarti.

Devi essere più produttivo.

Devi meditare di più.

Devi eliminare le emozioni negative.

Devi diventare la versione migliore di te stesso.

E magari, mentre corri disperatamente per diventare una persona migliore, dimentichi persino di chiederti una cosa fondamentale:

chi sei adesso?


Il percorso della consapevolezza può invece partire da un gesto molto meno spettacolare: fermarsi.

Ascoltarsi.

Riconoscere quello che c’è.

Anche ciò che non ci piace.

Anche le fragilità.

Anche le contraddizioni.

Anche quelle parti di noi che preferiremmo nascondere sotto il tappeto e dimenticare.

È in questo spazio che counseling, lavoro su di sé, relazione d’aiuto e approcci orientati al benessere possono diventare strumenti di esplorazione personale.

Non formule magiche.

Non scorciatoie.

Piuttosto, occasioni per osservare la propria esperienza con maggiore consapevolezza.

Il riconoscimento OHMP e il valore del servizio


Secondo le informazioni relative al conferimento, la Medaglia d’Oro OHMP riconosce il percorso maturato da Cereghini nel corso degli anni e il suo impegno nell'ambito del benessere della persona, dell'assistenza e della sensibilità verso situazioni di fragilità.

Ed è proprio qui che il riconoscimento assume un significato particolare.

Perché la filantropia non necessariamente comincia da grandi gesti.

A volte comincia da una stanza.

Da una conversazione.

Da qualcuno che racconta la propria difficoltà e dall'altra parte trova una persona disposta ad ascoltare.

Sembra poco.

Non lo è.


In una società nella quale tutti sembrano avere qualcosa da dire, ascoltare è diventato quasi un atto rivoluzionario.


La dimensione invisibile del lavoro: esserci

Nel racconto del percorso di Maurice Cereghini emerge anche una dimensione che difficilmente può essere racchiusa dentro un curriculum.

La dimensione umana.

Disponibilità.

Ascolto.

Empatia.

Discrezione.

Presenza.

Sono parole che rischiano di diventare retoriche se non vengono trasformate in comportamenti quotidiani.

Ma è proprio nella quotidianità che, secondo la narrazione legata al suo percorso professionale, queste dimensioni avrebbero trovato espressione: mettere esperienza e competenze a disposizione di persone che attraversano momenti di smarrimento, difficoltà o fragilità.

Non è la parte più rumorosa della crescita personale.

Anzi.

È probabilmente quella meno fotografabile.

E forse proprio per questo la più interessante.


Quando la professionalità incontra la ricerca interiore

Nel corso degli anni il Maurice Cereghini Institute ha sviluppato attività formative, seminari, incontri e iniziative dedicate alla crescita personale e al benessere integrato.

L'elemento interessante è il tentativo di creare un dialogo tra ambiti differenti: discipline umanistiche, relazione d’aiuto, approcci sistemici, competenze relazionali e percorsi dedicati alla consapevolezza.

È un territorio nel quale occorre anche mantenere una distinzione importante.


Una pratica di crescita personale può essere significativa per l’esperienza soggettiva di una persona, ma non per questo deve essere automaticamente presentata come una terapia medica o come una prova scientifica di effetti clinici.


Ed è proprio questa distinzione a permettere un dialogo più serio tra ricerca interiore, pratiche contemplative, discipline olistiche e conoscenze scientifiche.

Curiosità, sì.

Credulità, no.

Apertura mentale non significa spegnere il pensiero critico.

Significa, semmai, imparare a usarlo meglio.


E arriva un altro riconoscimento

La Medaglia d’Oro OHMP non sarebbe l’unico riconoscimento recente collegato al percorso di Cereghini.

Nelle settimane precedenti, secondo le informazioni diffuse, anche il Maurice Cereghini Institute avrebbe ricevuto il Premio Internazionale Colosseo d’Oro 5.0, presentato come riconoscimento dell’attività dell’Istituto.

Questo premio si inserirebbe in una storia professionale nella quale, nel corso degli anni, sono stati attribuiti a Cereghini diversi premi, riconoscimenti e onorificenze.

Una sequenza di attestazioni che, al di là del valore formale dei singoli riconoscimenti, racconta un percorso costruito nel tempo.

Ed è proprio il tempo, forse, la parola chiave.


Perché il vero successo è una domanda scomoda

Viviamo in un'epoca nella quale il successo viene spesso raccontato attraverso numeri.

Quanto guadagni?

Quanti follower hai?

Quanto sei conosciuto?

Quante persone ti seguono?

Quanti risultati hai ottenuto?

Ma esiste un'altra metrica.

Molto più difficile da misurare.


Quante persone hanno respirato un po' meglio dopo averti incontrato?

Quante hanno trovato uno spazio per raccontarsi?

Quante hanno avuto la possibilità di sentirsi ascoltate?

Quante hanno recuperato, magari anche solo per un momento, la sensazione di poter guardare avanti?

Non sono numeri facilmente inseribili in una classifica.

E forse non dovrebbero esserlo.


La medaglia più importante non si vede

La Medaglia d’Oro può essere fotografata.

Il Diplôme d’Honneur può essere incorniciato.

Un premio può essere raccontato.

Ma c'è una parte del lavoro umano che nessuna fotografia riesce a catturare.

È quella che accade quando una persona decide di cambiare.

Quando riconosce una propria responsabilità.

Quando smette di combattere contro ogni parte di sé e comincia ad ascoltarsi.

Quando comprende che prendersi cura di sé non significa isolarsi dal mondo, ma trovare un modo più consapevole di abitarlo.

Ed è forse qui che il percorso raccontato attraverso la figura di Maurice Cereghini incontra il tema più universale della crescita personale.


Non diventare perfetti. Diventare più presenti.

Più consapevoli.

Più responsabili.

Più capaci di riconoscere ciò che accade dentro di noi prima di pretendere di cambiare tutto ciò che accade fuori.


Una medaglia, dunque. Ma anche uno specchio

Il riconoscimento OHMP può essere letto come un'attestazione legata a un percorso professionale e umano sviluppato nell'arco di molti anni.

Ma può essere letto anche in un altro modo.

Come uno specchio.

Perché ogni riconoscimento dedicato all'impegno verso gli altri ci costringe, volenti o nolenti, a farci una domanda personale:

che cosa sto facendo io con le mie competenze, con il mio tempo e con la mia presenza?


Non serve avere un istituto.

Non serve ricevere una medaglia.

Non serve diventare famosi.

A volte il primo gesto di trasformazione è molto più piccolo.

Ascoltare davvero qualcuno.

Chiedere “come stai?” e aspettare la risposta.

Riconoscere un errore.

Chiedere aiuto.

Offrire aiuto.

Smettere, almeno per qualche minuto, di correre.


Perché il mondo non ha necessariamente bisogno di altre persone che urlano di avere tutte le risposte.

Forse ha bisogno di più persone capaci di fare domande migliori.

E, soprattutto, di restare presenti mentre cercano le risposte.


La Medaglia d’Oro OHMP assegnata a Maurice Cereghini diventa così, nel racconto del suo percorso, non soltanto un riconoscimento da esibire, ma l'occasione per riportare l'attenzione su una parola che non passa mai di moda: umano.


E questa, forse, è la parte della storia che vale davvero la pena continuare a leggere.

 
 
 

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